Search results for "onomastica letteraria"
showing 10 items of 13 documents
Preambolo
2018
Foreword to a thematic section of the journal issue "InVerbis" on proper name in Romance medieval literature
I nomi di Leonardo Sciascia
2020
Nella sua Racalmuto, di nome, Sciascia faceva comunemente Nanà. Era Leonardo all’anagrafe e, conformemente con l’anagrafe, nel resto del mondo, ma a Racalmuto era Nanà. L’alternativa onomastica è nota. Nei trenta anni trascorsi dalla morte dello scrittore, ne hanno fatto menzione tutti coloro che si sono presentati come testimoni diretti della sua vita. Meno noto e fin qui taciuto è che anche il suo cognome aveva due varianti, una corrente a Racalmuto e nelle aree vicine e linguisticamente coerenti, l’altra corrente nel resto del mondo. A distinguerle, una sottile, ma cruciale differenza di pronuncia. Il nome che aveva portato nell’infanzia e durante la formazione nella sua Heimat non era d…
Sdoppiamento del nome e sdoppiamento della lingua: il destino fallace di un personaggio grassiano.
2012
La protagonista del romanzo Disìo (2005) di Silvana Grasso tenta una metamorfosi impossibile attraverso un cambiamento dei propri dati anagrafici. Memi/Ciane, tra l’essere e il non voler più essere, tra il sud e il nord, tra la debolezza e il coraggio, tra irrazionalità e scienza, modifica anche i propri usi linguistici, adattandoli alla nuova personalità. Il tema del doppio – incarnato dalla doppia identità antroponimica – diventa, in questo romanzo, una modalità di risoluzione personale del proprio io ferito che però non mira alla conciliazione tra le due identità, ma alla soppressione della prima. Come nel caso di Mattia Pascal/Adriano Meis, anche lei, però, dovrà fronteggiare un destino…
Sciascia e i nomi dell’Alfabeto pirandelliano
2018
In Alfabeto pirandelliano, del 1989, Leonardo Sciascia individua 33 lemmi attraverso i quali "racconta" elementi biografici, stilistici, estetici, linguistici dell’opera letteraria di Luigi Pirandello. Lungi dal mettere "in esponente" concetti chiave e in qualche modo prevedibili della scrittura e della poetica pirandelliane (ad es. dialetto, umorismo, metateatro, ecc.), Leonardo Sciascia privilegia un‘ampia gamma di nomi propri che vanno dal coronimo Sicilia, al toponimo Girgenti, dal crematonimo Hotel des temples all’etnico Goy, dall’antroponimo fittizio Pascal al vezzegggiativo con cui chiamava la moglie Antonietta, Nietta, da una porzione di un titolo di una sua opera, Qualcuno, ad un i…
TRA ACQUA E TERRA, TRA CULTURA ALTA E RACCONTO POPOLARE: I NOMI DELLA TRILOGIA DELLE METAMORFOSI DI ANDREA CAMILLERI
2022
La dimensione onomastica della cosiddetta “Trilogia fantastica” di Andrea Camilleri è costituita da un misto di evocazioni mitologiche, di residui leggendari, di storie popolari raccontate alla fiamma serale, dove il reale incontra il favolistico. Maruzza Musumeci (2007), Il casellante (2008), Il sonaglio (2009), la raccolta di romanzi nota come «trilogia delle metamorfosi» per definizione dello stesso Camilleri, rappresenta una sorta di diversivo consapevole rispetto alle altre scelte di genere. Qui le scelte onomastiche si fanno voce di contesti narrativi in cui la storia e la cronaca trascendono verso memorie astratte e simboliche, vere perché nutrite di evocazioni poetiche. Donne-sirene…
Una perifrasi traduttiva per una regina rimossa. Torsioni onomastiche in "Cima delle nobildonne" di Stefano D'Arrigo
2020
Molto si è scritto sulla “lingua horcynusa” di Stefano D’Arrigo e del suo maestoso Horcynus Orca, romanzo in cui si battezza un nuovo codice linguistico fondato sulla stratificazione e sulla neologia virtuosistica il cui scopo non è tanto indicare con precisione, quanto evocare. Assai meno studiato, probabilmente per il ricorso ad una lingua asciutta, scientifica, quasi anonima, risulta il romanzo epigono della sua carriera letteraria, Cima delle nobildonne, apparso dopo una lunga pausa decennale nel 1985. Le ragioni del titolo stanno tutte nella volontà/opportunità/necessità di celare l’antroponimo che ha ispirato la narrazione, quello dell’unica donna faraone dell’antico Egitto, Hatshepsu…
Il nome e i nomi di Goliarda Sapienza
2014
Il contributo prova a iniziare una riflessione sul nome in Goliarda Sapienza (Catania 1924- Gaeta 1996), a partire dal suo difficile rapporto con il nome personale, documentato sin dalla sua prima opera (Lettera aperta, Garzanti 1967) e poi anche nel romanzo dal carcere (L’Università di Rebibbia, Rizzoli, 1983). L’attenzione onomastica si riverbera nella scelta dei nomi dei personaggi del suo romanzo di più ampio respiro (L’arte della gioia, Einaudi 2008), dove in un flusso ininterrotto di riemersioni autobiografiche appaiono sub specie nominis le persone più importanti della sua vita o i personaggi letterari a lei cari. Tra ipocoristici e soprannomi, non mancano evidenze regionali che atti…
L’onomastica pirandelliana tra cultura dialettale e dialetto diatopicamente marcato
2019
The paper focuses on three names which appear in Pirandello’s works: Zi’ Scarda, Rosario Chiàrchiaro and Zi’ Dima. These names are dialectal in their origins and their meanings can be explained mainly considering their etymon rather than their functions and uses in the literary texts. Nevertheless, beyond the etymological analysis, in order to understand the true value of the writer’s onomastic choices, it is also necessary to take into account the relationship with the social and cultural values dealing with the “dialectal world”, since Pirandello seems to choose his characters’ names by considering what they mean and represent within the cultural context they belong to.
Apollonia e le sue metà
2014
L’antroponimo personale, nella sua affabulazione profonda, è, nella scrittura di Silvana Grasso, un elemento esegeticamente orientante. Si analizza nel contributo il valore del nome Apollonia, protagonista del racconto, all'interno del nuovo racconto "Il cuore a destra".
Intorno al nome camilleriano, tra motore e scioglimento dell'azione narrativa
2013
This essay focuses on two novels by Andrea Camilleri: La tripla vita di Michele Sparacino, inspired by the final pages of Luigi Pirandello’s I vecchi e i giovani, and La mossa del cavallo, which finds its roots in a passage of the historical essay Politica e mafia in Sicilia, by Leopoldo Franchetti. In the first novel the protagonist's name becomes the engine of a series of misunderstandings, which lead him to death; in the second, on the contrary, the protagonist saves his life from a political-mafia conspiracy set against him through the manipulation of names. In both cases the name acts as a trigger for the narrative action, and it allows it to arrive to its final solution.